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Vaxxed: il lungometraggio sui vaccini che nessuno vuol farci vedere

vvvVaxxed: from cover-up to catastrophe (Vaccini: dall'insabbiamento alla catastrofe), un documentario che esalterebbe gli effettivi legami tra il vaccino contro il Morbillo, la Rosolia e la Parotite, e l'insorgere dell'Autismo. Un lungometraggio rimasto in programmazione in questi giorni presso due sale cinematografiche di Zurigo, seppur registrando un'affluenza piuttosto scarsa, e che in molti paesi è stato invece ritirato oppure per niente distribuito. La paternità del documentario si deve all'ex Gastroenterologo britannico Andrew Wakefield, radiato dall'Albo più di quindici anni fa per aver falsificato i dati relativi ad una ricerca riguardante proprio la correlazione tra vaccini ed Autismo, al fine di sostenere alcune cause giudiziarie intentate ai danni di talune case farmaceutiche produttrici di vaccini.
Addirittura Robert De Niro avrebbe voluto proiettare il video al Tribeca Film Festival di New York, la manifestazione cinematografica che lui stesso contribuì a creare, salvo l'aver fatto successivamente marcia indietro ritirandone la visione perché a suo dire la stessa non avrebbe alimentato la discussione nel modo in cui lui sperava.

In realtà, si è anche vociferato che a metterci lo zampino siano state le lobby farmaceutiche, ovviamente del tutto contrarie alla diffusione del documentario in un contesto risonante come il Festival newyorkese.
In Italia, era stata prevista una proiezione presso la Sala ISMA del Senato nell'Ottobre 2016, iniziativa poi annullata a seguito delle innumerevoli proteste.
Dal canto suo, l'Ufficio svizzero della Sanità Pubblica non ha preso una posizione netta di favore o contrarietà, preferendo evitare atteggiamenti di censura o divieti.
Ad esprimersi sono stati piuttosto alcuni medici del Paese, come ad esempio il Neuropatologo zurighese Adriano Aguzzi secondo cui sarebbe ora di smetterla con questa teoria relativa al nesso di causalità tra il tri-vaccino e l'aumento dei casi di Autismo, già più volte smentita dalla comunità scientifica nazionale.
Egli fornisce un punto di vista secondo cui il bimbo nasce apparentemente "normale", per poi iniziare un processo di regressione verso i 2 o 3 anni, ed essendo quella l'età in cui lo si sottopone a vaccinazioni, allora il genitore erroneamente comincia a credere che la causa della regressione sia la somministrazione vaccinale, mentre in realtà i danni cerebrali secondo il Medico sarebbero visibili anche alla nascita tramite risonanza magnetica. Egli rincara la dose schierandosi a favore di una vaccinazione contro il Morbillo, stante delle epidemie scoppiate per esempio a Berlino, dove un bimbo è anche morto. 

Sempre in Svizzera, la parola è passata anche al Dottor Bernhard Wingeier, Pediatra ad Arlesheim, il quale ci offre un punto di vista più liberale in merito: egli respinge il legame tra vaccino ed Autismo, pur definendosi favorevole nel far decidere liberamente i genitori rispetto al vaccinare o meno i propri figli, tenendosi poi pronti ad affrontare le conseguenze di un'eventuale malattia. Dovrebbe essere lo Stato ad assumersi la responsabilità delle conseguenze legate alla vaccinazione contro il Morbillo nei bambini, dal momento che non esiste la sicurezza completa sulla sua innocuità e bisogna essere molto accorti nell'optare per una imposizione del genere.

Nel frattempo, in Italia non si placano proteste e polemiche, ed il Senatore Vincenzo D'Anna definisce generalmente inappropriato tutto il dibattito che si sta alimentando sull'intera vicenda, poiché ad essere oggetto di discussione non dovrebbe essere l'utilità dei vaccini, quanto appunto la loro effettiva innocuità.


Fonti: Il Fatto Quotidiano, Quotidiano Sanità, tvsvizzera.it, Repubblica, Il Giornale

 

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