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Osteopatia: sì al riconoscimento

osteopatia riconoscimentoNel Febbraio del 2017 era arrivato in Parlamento il Disegno di Legge Lorenzin per la riforma delle Professioni Sanitarie. Tra mille polemiche, lo scopo è quello di  riconoscere un Ordine Professionale per quelle categorie non ancora regolamentate, come fisioterapisti, osteopati, infermieri, ostetriche, tecnici di radiologia, chiropratici, podologi, logopedisti. Da oltre dieci anni si attende un intervento regolatorio del genere, eppure il provvedimento, licenziato dal Senato nel maggio del 2016, era poi rimasto bloccato alla Camera in attesa di approvazione, incontrando parecchie resistenze tipiche di un Sistema Sanitario fermo dal Dopoguerra.

 La Presidente della Commissione Igiene e Sanità al Senato, Emilia De Biasi, specifica che si tratta di una disposizione volta sia a riconoscere il percorso di studi delle sopracitate figure, sia a tutelare i pazienti da abusivi e ciarlatani, quindi di chiaro intento protettivo. Dal canto suo, Beatrice Lorenzin ha sempre attribuito grande rilevanza al suo intento di delineare la disciplina in questione come professione sanitaria vera e propria.

Una regolamentazione simile sarebbe di fondamentale importanza specialmente per il ROI, il Registro Osteopati d'Italia, Associazione di categoria che ha scelto anche di effettuare un'indagine chiamata "Gli italiani e l'osteopatia" per verificare quanto effettivamente l'osteopatia sia diffusa nel nostro paese.
Ebbene, secondo i risultati, un italiano su tre conosce l'osteopatia e uno su cinque (equivalente a 10 milioni di italiani) si è rivolto direttamente ad un osteopata. Il 90% si è dichiarato inoltre molto o abbastanza soddisfatto dell'intervento ricevuto.
L'indagine del ROI ha anche evidenziato che più di un terzo degli italiani che si rivolge ad un osteopata lo fa su consiglio del proprio medico, un dato che testimonia l'assenza di sovrapposizione tra queste due categorie, facendo ipotizzare l'eventualità di una integrazione osteopatica con le altre professioni sanitarie, come avviene già nella pratica clinica.
L'osteopatia si delinea in effetti come professione autonoma, con un proprio approccio clinico ed un proprio campo di intervento, ovvero la disfunzione somatica, di esclusiva competenza osteopatica.
Il ROI ha logicamente sempre sostenuto il Decreto Lorenzin, in cui l'articolo 4 sancisce il riconoscimento della Professione Sanitaria Osteopatica in Italia.
Tuttavia, l'intento del Ministro è più ampio e si pone l'obiettivo di allineare l'Italia a quei paesi europei dove già da tempo l'osteopatia è professione riconosciuta, come in Belgio, Cipro, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Malta, Monaco, Norvegia, Olanda, Portogallo, Spagna e Svizzera.
Il 4 Maggio, la XII Commissione Affari Sociali della Camera avrebbe dovuto riunirsi per la presentazione degli emendamenti agli articoli del DDL, ma il termine è stato prorogato senza motivazioni all'11 Maggio; a quel punto Paola Sciomachen, Presidente ROI-Registro Osteopati d'Italia, si è detta preoccupata dall'eventualità che il DDL non arrivi al termine dell'iter prima della fine della Legislatura, vanificando un lavoro intrapreso al Senato più di due anni fa: il testo ha incontrato non poche reticenze, ed è fermo da oltre dieci mesi in Commissione Affari Sociali.
In questi giorni sembrerebbe finalmente arrivata una svolta, a seguito di un incontro informale intercorso la settimana scorsa tra il Ministro Beatrice Lorenzin, i Presidenti delle XII commissioni di Camera e Senato Emilia De Biasi (Pd) e Mario Marazziti (Des), Federico Gelli (Pd) e i Capigruppo di maggioranza di entrambe le commissioni.
Che si sia arrivati finalmente ad uno sblocco?
L'intesa potrebbe riguardare il riconoscimento professionale in ambito sanitario di osteopati e chiripratici, seppure vincolato ad alcuni criteri sui quali si sta tutt'ora ragionando.
Per cui, se il riconoscimento sembra una strada percorribile, non sembra esserlo quella delle sanatorie.
Al capolinea di questo lungo tragitto sembrano delinearsi percorsi formativi equiparati, così come previsto per le altre professioni sanitarie.
Domani inizieranno le votazioni sugli emendamento di Legge in Commissione Affari Sociali.
Occorre attendere ancora per scoprire se in termini di riconoscimento ufficiale dell'osteopatia, l'Italia riesca ad affiancarsi ai molti altri paesi europei maggiormente illuminati. 

Fonte: registro-osteopati-italia.com, tuttosteopatia, Quotidiano Sanità
Foto: Osteopata D.O. MRO Alfredo Mito - sito web: http://osteopatiaverona.com

 

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